top of page

Scadenze e cortisolo: perché la fretta non sei tu

Viviamo circondati da scadenze: lavoro, aspettative, obiettivi da raggiungere “entro”.


Quando un obiettivo non è scelto da noi – o è troppo rigido – il sistema nervoso può interpretarlo come una minaccia, attivando una risposta di stress prolungato.

Il risultato? Cortisolo alto, stanchezza, tensione e difficoltà a sentire chiarezza.


CORTISOLO, ANSIA E STRESS

Cos’è il cortisolo e perché aumenta sotto pressione


Il cortisolo è un ormone fondamentale per la nostra sopravvivenza.

È quello che ci aiuta ad attivarci quando serve, a concentrarci, a trovare l’energia per affrontare una situazione impegnativa.


Il problema, quindi, non è il cortisolo in sé.

Lo diventa quando l’allerta non si spegne.


Questo accade soprattutto quando la pressione è continua, le scadenze sono rigide e manca la sensazione di avere scelta o controllo.


In queste condizioni, il corpo resta in modalità difensiva e il cortisolo rimane alto più a lungo del necessario, contribuendo a uno stato di stress cronico.


Scadenze auto-scelte e scadenze imposte: il punto chiave


Non è la scadenza in sé a stressare il corpo, ma il modo in cui viene vissuta.

Quando una scadenza è auto-scelta, il corpo la percepisce come una direzione, non come una minaccia.


Può diventare uno stimolo che:

  • sostiene la motivazione

  • aiuta a rimanere focalizzati

  • mantiene il sistema nervoso più elastico


Quando invece una scadenza è imposta o non negoziabile, cambia completamente l’effetto sul corpo.

In questi casi può:

  • ridurre la sensazione di controllo

  • attivare il sistema di difesa

  • aumentare lo stato di allerta interna


Il corpo, infatti, non distingue tra una pressione psicologica e un pericolo reale: quando sente di non avere scelta, reagisce come se fosse sotto minaccia.


stanchezza e cortisolo

Quando il corpo entra in modalità difensiva


Quando lo stato di allerta si prolunga nel tempo, il corpo inizia a mandare segnali chiari. Non sempre li riconosciamo subito, perché spesso li scambiamo per “carattere” o stanchezza normale.


In realtà possono manifestarsi come:

  • una sensazione di fretta costante

  • difficoltà a rilassarsi, anche nei momenti di pausa

  • tensione muscolare diffusa

  • stanchezza che non passa nemmeno dopo il riposo

  • difficoltà di concentrazione


In questo senso, la fretta non è un tratto della personalità. È una risposta fisiologica alla pressione che il corpo sta cercando di gestire.


Perché la fretta non è debolezza


Quando manca spazio, il corpo cerca velocità. Quando manca sicurezza, il sistema nervoso resta acceso.


Questo non significa che stiamo sbagliando qualcosa. Significa che il corpo sta facendo esattamente ciò per cui è programmato: proteggerci.


Riconoscere questo meccanismo è un passaggio importante, perché ci permette di smettere di lottare contro noi stessi e iniziare ad ascoltarci con più gentilezza.


Rallentare non vuol dire rinunciare agli obiettivi


Rallentare non significa fermarsi. Significa togliere rigidità, creare spazio e restituire al corpo segnali di sicurezza.


A volte basta poco:

  • rivedere una scadenza

  • renderla più flessibile

  • spezzare un obiettivo in fasi più umane


Quando il corpo non si sente sotto esame, lavora meglio. E anche gli obiettivi diventano più chiari e sostenibili.


Come la natura può aiutare a ridurre lo stato di allerta


Alcuni supporti naturali possono accompagnare il corpo, con gradualità, fuori dalla modalità difensiva. Non agiscono “contro” lo stress, ma aiutano il sistema nervoso a riconoscere segnali di sicurezza.


tisane per abbassare il cortisolo

Tisane e rituali caldi

Bere qualcosa di caldo è uno dei modi più semplici per comunicare al corpo che può rallentare.


Non è solo una sensazione: alcuni studi hanno osservato che il consumo regolare è associato a una migliore risposta allo stress e a livelli di cortisolo più bassi dopo situazioni stressanti. [1]


Le tisane, soprattutto se inserite in un piccolo rituale, possono:

  • favorire il rilassamento serale

  • accompagnare il sistema nervoso verso uno stato di quiete

  • creare pause intenzionali nella giornata



oli essenziali per abbassare il cortisolo

Oli essenziali e olfatto

L’olfatto è una via diretta al sistema limbico, la parte del cervello legata alle emozioni e alla memoria e alla regolazione del comportamento emotivo. Per questo, l’inalazione di oli essenziali può influenzare la fisiologia e la percezione dello stress a livello neurologico.


In uno studio su adulti, la stimolazione olfattiva con oli aromatici ha portato a segni di rilassamento cerebrale e riduzione della pressione sanguigna, indicando una risposta fisiologica alla stimolazione aromatica. [2]


Per questo alcuni oli essenziali possono:

  • aiutare il corpo a percepire sicurezza

  • sostenere il passaggio dall’allerta al riposo

  • favorire una risposta più morbida allo stress


Usati con costanza, questi supporti diventano segnali ripetuti di calma. Ed è proprio la ripetizione, più che la forza, a permettere al corpo di fidarsi e rilassarsi.


La sicurezza come base del benessere


Il corpo non ha bisogno di essere spinto. Ha bisogno di sentirsi al sicuro.

E quando il corpo si sente al sicuro, anche gli obiettivi diventano più chiari, più sostenibili e meno carichi di tensione.


Conclusione

Le scadenze non scelte, troppo rigide o vissute come obbligo possono aumentare il cortisolo e mantenere il corpo in uno stato di allerta.


Ascoltare questi segnali non è un limite: è un modo per tornare a una relazione più gentile con il tempo, con i sogni e con il corpo.


Ed è spesso da qui che nasce un cambiamento più profondo e duraturo.


Se senti il bisogno di creare più spazio e sicurezza nella tua quotidianità, nel nostro shop trovi tisane e oli essenziali pensati per accompagnare questi momenti.



Bibliografia

[1] Steptoe, A., Gibson, E. L., Vuononvirta, R., Williams, E. D., Hamer, M., Rycroft, J. A., & Erusalimsky, J. D. (2007). The effects of tea on psychophysiological stress responsivity and post-stress recovery: a randomised double-blind trial. Psychopharmacology, 190(1), 81–89.

[2] Choi, N.-Y., Wu, Y.-T., & Park, S.-A. (2022). Effects of Olfactory Stimulation with Aroma Oils on Psychophysiological Responses of Female Adults. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(9), 5196. https://doi.org/10.3390/ijerph19095196



 
 
 

Commenti


P (33).png
bottom of page